Il Metodo MusicArte: un lungo lavoro di ricerca e sperimentazione sul campo
Il Metodo MusicArte nasce da un lungo lavoro di ricerca e sperimentazione sul campo, a contatto diretto con i bambini nelle scuole primarie. Non è un metodo nato a tavolino, ma il frutto di anni di osservazioni, prove pratiche, collegamenti con altre discipline e riflessioni personali. L’idea di fondo è che la musica non debba essere considerata un sapere “per pochi”, ma un vero e proprio linguaggio, che tutti possono imparare a leggere e comprendere, esattamente come le lettere e i numeri.
Il percorso è oggi raccolto in cinque libri, ognuno con una funzione precisa e complementare. MusicArte è il volume con cui tutto ha avuto inizio e che ha introdotto i principi fondamentali del metodo. Eye training & Ear training ne rappresenta la naturale continuazione, concentrandosi in particolare sugli aspetti della percezione visiva e uditiva. La Guida approfondisce e accompagna il lavoro dell’insegnante, mentre l’Eserciziario ne è la sintesi operativa, pensata per rendere più immediato e pratico il percorso. Infine, Didattica a due mani è un libro indipendente, interamente dedicato allo sviluppo dell’ambidestria, una competenza che si rivela fondamentale nello studio della musica. Tutti i volumi sono disponibili su Amazon e, su richiesta, possono essere ordinati anche in alcune librerie.
Uno dei pilastri del metodo è il cosiddetto “triathlon didattico”, che intreccia musica, disegno e matematica. Si tratta di tre linguaggi che, apparentemente diversi, condividono in realtà strutture comuni. Questi intrecci non sono un esercizio astratto: sono gli stessi meccanismi che stanno alla base della lettura a prima vista e della composizione musicale. È per questo che il triathlon non è solo un’idea suggestiva, ma un approccio concreto e oggettivamente dimostrabile, che consente agli studenti di sviluppare capacità trasversali e solide basi cognitive.
Per gli spartiti di riferimento sono stati scelti due testi fondamentali: il Mikrokosmos di Béla Bartók e Il mio primo Bach. Queste raccolte non sono state selezionate a caso, ma per motivi ben precisi: permettono ai bambini, già dalla seconda elementare, di affrontare le prime difficoltà musicali con gradualità e logica, acquisendo da subito strumenti di comprensione reale del linguaggio musicale e sviluppando un pensiero critico e creativo.
Un altro punto centrale del Metodo MusicArte è l’idea che i bambini debbano essere messi in contatto con gli spartiti sin dai 6 anni. Proprio come imparano a leggere e scrivere l’alfabeto e i numeri fin dall’inizio della scuola primaria, così è giusto che inizino subito a leggere le note. Rimandare questo passaggio significa rendere la musica un sapere difficile e distante, quando invece dovrebbe essere un linguaggio naturale e accessibile a tutti. La lettura dello spartito diventa così un elemento di alfabetizzazione universale: non tutti diventeranno musicisti, ma tutti dovrebbero poter leggere e comprendere la musica, senza percepirla come un codice misterioso o incomprensibile.
In questo senso, il Metodo MusicArte rappresenta un approccio realmente innovativo e diverso rispetto ad altre metodologie: non perché le altre non siano valide, ma perché segue strade nuove, nate dall’incontro tra discipline, dalla pratica quotidiana e dalla convinzione che la musica sia davvero un bene per tutti.
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