RIFLESSIONI SULLO SPARTITO - Lo spartito musicale, nella scuola primaria, va insegnato da subito
RIFLESSIONI SULLO SPARTITO
Lo spartito musicale, nella scuola primaria, va insegnato da subito
Nel mare delle varie metodologie didattiche musicali, ci sono aspetti poco affrontati riguardo allo spartito. Se consideriamo lo spartito come una semplice linea melodica per imparare le note in chiave di Sol, alcuni approcci prevedono che nei primi anni della primaria la musica venga affrontata con il gioco, per arrivare poi alla lettura dello spartito.
Io ho notato invece che i bambini, se sin dalla prima primaria vengono introdotti allo spartito tramite attività grafiche — come il disegno dei pentagrammi a mano libera, che rinforzano abilità di pregrafismo o l’uso di strumenti di educazione motoria — possono alfabetizzarsi musicalmente in parallelo alle altre alfabetizzazioni (italiano, matematica, inglese). Per questo dico ai bambini: «Guarda, la musica è strettamente legata alle altre discipline» e porto loro le prove di questa interconnessione.
Questo approccio va contro la convinzione comune che la relazione tra musica e matematica si basi quasi solamente sulle frazioni ma le frazioni non si studiano in prima primaria. Le relazioni reali e semplici sono con il disegno, la matematica di prima primaria, la storia, la geografia. Collegare la musica continuamente ad altre discipline valorizza la musica stessa.
Un’altra questione è questa: la musica è fatta di relazioni sia verticali che orizzontali. È giusto fermarsi alla semplice presentazione delle note? Oppure il bambino ha diritto a comprendere anche le relazioni tra note? Ho visto che dalla seconda primaria in poi, i bambini, con una guida adeguata e in modo giocoso, riescono a leggere le note dello spartito del "Mikrokosmos" di Béla Bartók. Io non ho mai sentito citare abbastanza questo libro, ma lo considero uno strumento eccezionale per apprendere musica e per introdurre chiavi come quella di Sol e quella di Fa.
In quarta e quinta uso invece "Il mio primo Bach", che aiuta i bambini a comprendere i meccanismi fondamentali di una composizione musicale, come il riciclo delle forme, che collego anche all’educazione civica.
Trovo strano che ancora si vedano in giro libri di spartiti troppo semplificati, quando ci sono già a disposizione validi spartiti, spesso anche gratuiti, molto utili per l’insegnamento musicale. Non esistono solo Bach e Bartók, certo, ma con questi spartiti i bambini arrivano molto preparati alla scuola media. È loro diritto conoscere le relazioni verticali e orizzontali della musica perché questo apre la porta agli elementi fondamentali della composizione musicale.
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